Porte Contarine: il degrado della golena era evitabile e il sindaco non può parlare di critiche tardive

Dispiace quando il proprio Sindaco non la racconta giusta. E questo è avvenuto martedì su Il mattino di Padova nell’intervista rilasciata ad Aldo Comello sul “fattaccio Libeskind”, il contestato monumento alle vittime dell’11 settembre, contestato non in sé (ci mancherebbe!) ma per lo scempio urbanistico che la suacostruzione ha prodotto a Porte Contarine, compromettendo verde, acqua e mura cinquecentesche. Di fronte all’ultima critica – in ordine di tempo quella di Italia Nostra, ma se ne registrano moltissime da mesi – il Sindaco ha fatto proprio ciò che mai avrebbe dovuto fare: ha detto una cosa non vera.
Nella sua intervista rilasciata a “Il Mattino” di martedì 22 a pagina 18, dal titolo “Critiche tardive zero proposte” dice: “Tutte le critiche mosse sono state tardive. Se c’era da criticare, da interloquire, da partecipare, da suggerire, bisognava muoversi quando è stato presentato il progetto non certo aspettare la realizzazione dell’opera. Perché Italia Nostra non si è mossa prima? Perché soprattutto, e non parlo solo del Memorial, ad una proposta si risponde con un giudizio negativo e non si fa una controproposta. Perché si antepone il non fare al fare qualcosa di diverso?»
Concetto nuovamente espresso sui giornali di giovedì 25.
Forse Italia Nostra si sarà anche mossa tardi, ma non certo Elio Franzin e gli Amissi del Piovego, che da moltissimi mesi “criticano”, “interloquiscono”, suggeriscono”, scrivendo a Sovrintendenza, Regione, Comune, giornali e mass media in generale che ne hanno ampiamente dato conto. "Il mio primo articolo risale addirittura al lontano 19 ottobre 2003", ricorda lo stesso Franzin: “Allora era assessore ai Beni culturali, si fa per dire, la signora Giustina Destro. Ma se l’assessore non era in grado di valutare la richiesta, lo era sicuramente il funzionario che dirige l’Edilizia monumentale e i suoi collaboratori”. Il secondo articolo risale al 18 gennaio 2004 e da allora c’è stato crescendo di prese di posizioni pubbliche, anche di Legambiente, e manifestazioni che hanno sviscerato i problema quando si poteva ancora intervenire. E’ possibile che il Sindaco non potesse fare nulla? Quando, oltre tutto, la richiesta non era quella di annullare l’opera – lo sappiamo, decisa dalla Regione- ma almeno di contenerne l’impatto ambientale abbassando il livello della golena delle Porte Contarine e riportando alla luce il tratto delle mura cinquecentesche…
Inoltre quello che Amissi del Piovego, Legambiente, Italia Nostra e tanti altri ancora oggi chiedono per limitare i danni – eliminare il cemento in più rispetto al monumento – può essere ancora fatto senza tanti problemi.
Qualcuno dirà: “ma perché tanto chiasso per un monumento ed una Golena…?” Attenzione, bisogna guardare l’opera all’interno del contesto più ampio. Questo Franzin l’ha capito benissimo. Il suo obiettivo di fondo consiste nel difendere il PRG di Piccinato e soprattutto la parte che conserva e valorizza il sistema del verde, delle acque, e delle mura interno alla città. E su questo Legambiente è d’accordo. Per questo Franzin si è opposto, e noi con lui, a quel modo di realizzare il monumento alle Porte Contarine; perchè il manufatto distrugge in un solo colpo un ansa del Piovego, una veduta spettacolare delle mura veneziane e uno degli ultimi cunei verdi in città.
Per lo stesso motivo ci opponiamo alla costruzione dell’auditorium a Piazzale Boschetti, (che deve sorgere nella sede pensata originariamente al PP1) perché bloccherebbe la possibilità che il verde del Piovego si compenetri con le mura e allora che senso ha mobilitarsi contro il degrado del Piovego se vengono decise opere che ne impediscono la reale valorizzazione? E che senso ha continuare a parlare di parco delle mura?. Per l’identico motivo ci siamo opposti alla variante urbanistica “Mariani Riccoboni” che va ad edificare proprio sui cunei verdi urbani lasciati dal Prg di Piccinato.
Ma, a questo punto, per il Sindaco di Padova diventiamo il “partito del non fare”. Se è così: meglio non fare che fare danni…

Lucio Passi, Coordinatore Legambiente Padova