Trasporto pubblico, un po’ d’ossigeno ma non basta

Lunedì scorso legambiente ha presentato il rapporto Pendolaria, di cui vi proponiamo una sintesi per la Regione Veneto. Il resto del rapporto si può leggere qui.

Il 2011 verrà ricordato come l’anno dei tagli ai treni pendolari e dell’aumento dei biglietti: la regione maglia nera in Italia, con punte di un treno cancellato ogni cinque, è il Veneto.

Nonstante il governo Monti abbia stanziato nuovi fondi per coprire i tagli voluti da Tremonti mancano ancora dei soldi. La Regione Veneto e il suo Presidente non devono perdere tempo e devono stanziare immediatamente i fondi per integrare questa mancanza: altrimenti i danni sociali e ambientali sarebbero senza precedenti.

Il dramma dei tagli ai treni è aggravato da una politica strabica che mentre taglia i fondi per i treni dei pendolari finanzia e incentiva il trasporto privato: dal 2000 ad oggi, sono piovuti 4 miliardi e 400milioni di Euro, gli ultimi arrivati persino nell’ultima Finanziaria di tagli di Berlusconi (Matteoli Ministro) con 400 milioni per sconti sui pedaggi, sgravi fiscali, detrazioni varie. Arrivato Monti (con Passera Ministro) stesso spartito, si recupera un miliardo di euro all’anno per l’autotrasporto per rimborsare l’accisa sui carburanti, che sarà dunque pagata da tutti gli automobilisti (compresi i pendolari che usano l’auto).

In un pessimo contesto nazionale, il Veneto si caratterizza per riuscire a fare ancora peggio: nella nostra regione quasi 1 miliardo di euro è stato destinato ai nuovi progetti stradali (Pedemontana, GRAP, Nogara-Mare solo per citarne alcune). Fino a questo momento l’Assessore Chisso si è prodigato nel realizzare nuove strade: gli chiediamo di prendersi fino in fondo le responsabilità del suo Assessorato e dedicare un po’ di attenzione anche ai pendolari dei treni.

Sembra infatti evidente come la strategia della Regione sia quella di incentivare l’uso dell’auto. Chi usa il treno per necessità o per scelta è sempre più penalizzato: da una parte perché i treni sono sempre più vecchi, dall’altra perché non investendo su mezzi nuovi, i pendolari sono costretti a viaggiare su vagoni vecchi e sporchi. Serve subito un cambio di rotta, la Regione deve finalmente sviluppare un Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale: in una regione come la nostra, sviluppata a città diffusa questo è l’unico modo per risolvere i problemi di inquinamento e traffico (vedi dossier allegato).

Luigi Lazzaro – Presidente di Legambiente Veneto