Tre priorità per le bici

Durante l’estate Legambiente ha avuto ripetuti incontri con l’Assessore Ivo Rossi e i tecnici del Settore mobilità per fare il punto sulla realizzazione delle piste ciclabili cittadine ed esprime soddisfazione per l’avanzamento dei numerosi cantieri per dotare Padova di una rete continua di piste ciclabili che contribuiscano a combattere inquinamento e traffico che soffocano la città.

Tra le novità ottima la scelta di sistemare la pista in viale Codalunga– che accoglie una richiesta storica di Legambiente – inserita nel primo stralcio dei lavori di risistemazione della stazione e il suo prolungamento dopo via Trieste fino alla Chiesa del Carmine.

Siamo soddisfatti perché l’impegno dell’Amministrazione sulla ciclabilità prosegue nonostante le difficoltà economiche in cui versano oggi gli Enti Locali, nella convinzione comune che solo una rete continua di percorsi rappresenta una alternativa reale. Abbiamo però segnalato come spesso i percorsi realizzati costituiscano solo un primo passo verso un cambio di priorità dalla città a misura di automobile alla città della mobilità sostenibile: ad esempio percorsi solo disegnati a terra si prestano a diventare parcheggi per le auto.

Per questo chiediamo al Comune di intervenire con priorità in tre punti molto significativi per la mobilità ciclistica, per sancire la determinazione dell’impegno intrapreso in questi anni.

Il primo è l’istituzione del doppio senso di marcia per le bici in via San Francesco, arteria ciclabile per eccellenza con i suoi 5.000 transiti al giorno.

Il secondo è il completamento della pista ciclabile in via Facciolati verso Voltabarozzo dove esiste un ottimo progetto emerso dalla collaborazione del Settore mobilità e del Quartiere Quattro che prevede un tracciato completamente protetto pur mantenendo i posti auto oggi presenti.

Il terzo è il collegamento del nodo di Padova Est con la pista lungo via San Marco, perché nella nuova porta di accesso alla città non può mancare un percorso ciclabile che serva a collegare Ponte di Brenta. Qui sono stati spesi milioni di euro, ora mancano 600 metri di pista ciclabile bidirezionale da realizzare in via San Marco, sfruttando la diminuzione del trafffico su questa arteria.

Il completamento di via Facciolati e via San Marco, che danno senso alla rete, vengono a costare tra i 400 e 500 mila euro. Se aspettiamo di incassare le alienazioni non le vedremo mai, serve che Rossi e Boldrin le indichino come prioritarie e si utilizzi il "polmone" finanziario che ogni buona amministrazione tiene per la fine dell’anno.

Sandro Ginestri