VERSO L’APPROVAZIONE DEL BICI MASTERPLAN
Un buon piano che può e deve essere migliorato

Dopo il dossier nazionale sulla ciclabilità in Italia presentato ieri da Legambiente all’inaugurazione di ExpoBici, ora l’associazione ambientalista analizza la situazione della ciclabilità padovana. Lo fa con le osservazioni (scarica qui) al "Bici masterplan 2010-2015”, licenziato dal Settore Mobilità e traffico del Comune di Padova il maggio scorso e che tra non molto dovrà essere approvato dal Consiglio comunale. "Legambiente Padova – spiega il Coordinatore Sandro Ginestri – valuta positivamente il “Bici Masterplan 2010-2015” che per un importo di quasi 10 milioni di euro prevede il consolidamento e lo sviluppo della rete ciclabile cittadina.  Come indicato ieri dal rapporto nazionale di Legambiente, oggi Padova è al quarto posto tra i capoluoghi italiani, con i suoi 138 chilometri di piste ciclabili (e al primo posto per il rapporto tra Km di piste ed abitanti e superficie comunale).

Il Piano della ciclabilità presentato da Ivo Rossi accoglie  molte delle richieste  avanzate dal Legambiente e sottoscritte in questi ultimi anni da migliaia di cittadini, ma per dare una risposta completa alle esigenze della ciclabilità cittadina, però, il Piano necessita di alcuni importanti integrazioni.

Interventi immediati sui punti critici

Si tratta di interventi che il Bicimaserplan prevede di realizzare, ma purtroppo con una tempistica di medio lungo periodo.

Via Facciolati: ha bisogno di vedere completato subito l’itinerario ciclabile su sede riservata. Con i suoi oltre 4.300 transiti ciclabili al giorno, risulta infatti essere la strada più percorsa dalle biciclette all’esterno del quartiere Centro.

Via San Marco ponte di Brenta e Via San Marco – San Lazzaro. Il collegamento ciclabile tra la città ed il rione di Ponte di Brenta lungo la direttrice San Marco va inserito tra i punti più pericolosi e critici su cui intervenire immediatamente.

In via Tommaseo-Via Venezia ci sono ben 4 calamite di traffico: la fiera, il tribunale, gli istituti universitari l’area direzionale in zona Stanga. La strada è una grondaia che convoglia macchine, camion e corriere verso Padova est che mettono in difficoltà i quasi 3.000 i ciclisti coraggiosi che percorrono ogni giorno questa via. Il completamento della ciclabile va fatto subito, intervenendo anche sui due tratti del percorso non previsti dal piano.

In via San Francesco serve il completamento del doppio senso per le biciclette, per mettere in sicurezza i suoi 6.000 transiti quotidiani in bicicletta.

Interventi su punti critici non presi in considerazione dal Piano

Cavalcavia Borgomagno: il percorso oggi offerto non assolutamente sufficiente a svolgere l’importantissima funzione di collegamento ciclabile principale tra il popoloso quartiere dell’Arcella e la città.

Non è previsto nessun percorso ciclabile per il ponte del Bassanello nonostante quest’ultimo sia riconosciuto come “punto pericoloso” dagli elaborati grafici.

Negli ultimi anni via Chiesanuova è sempre stata nei primi posti della classifica cittadina per il numero di incidenti con biciclette coinvolte. Un risultato ora parzialmente attenuato dagli interventi realizzati nei due punti più pericolosi del tracciato. Bisogna però eliminare gli stop per i ciclisti.

Infine, non è previsto nessun percorso ciclabile lungo l’asse corso del Popolo – corso Garibaldi, che funge invece da collegamento diretto e naturale tra il centro e la stazione ferroviaria ed è percorso quotidianamente da moltissimi ciclisti.

Ciclabilità diffusa in Centro Storico

A Padova l’intero centro storico è fortemente utilizza­to dai ciclisti ma un problema alla loro circolazione si pone nelle numerose vie a senso unico. La mancata soluzione di questo aumenta il malcostume di andare in bicicletta in contromano o sui marciapiedi creando problemi di sicurezza per i numerosi pedoni, e penalizza l’uso della bicicletta in un’area come il centro storico ad evidente vocazione ciclo-pedonale. Il Piano per la ciclabilità di Padova prevede alcuni itinerari ciclabili in doppio senso ad esempio via Barbarigo e via San Francesco. Ma questi interventi vanno previsti in tutto il centro storico cittadino, istituendo nell’area della Zona a Traffico Limitato una “zona 30” con il conseguente limite di velocità per i veicoli a motore e la possibilità di istituire il doppio senso di marcia per le biciclette, grazia ad un’apposita segnaletica, come a Ferrara e Reggio Emilia.

Manutenzione

Riteniamo dunque opportuno che nel Piano per la ciclabilità di Padova, venga inserita una calendarizzazione della manutenzione ordinaria dei percorsi esistenti, suddivisi per tipologie ed eventuali specificità.

Partecipazione

Nel Piano si parla a lungo di percorsi di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini residenti. Tuttavia non vengono descritte le modalità operative secondo le quali detti percorsi/laboratori partecipati verranno attivati.

Chiediamo che vengano indicate le modalità con le quali verranno gestiti i percorsi partecipati per la realizzazione degli itinerari ciclabili. Percorsi che devono essere aperti ad associazioni (portatrici di un interesse diffuso in materia) e cittadini.

Ecco le osservazioni (scarica qui)