ALTRE COLATE DI CEMENTO A PADOVA
Se non cambia la redigenda legge regionale sul consumo di suolo

Dall’inizio della legislatura Zaia e il Consiglio regionale lavorano ad un progetto di legge finalizzato “al contenimento del consumo di suolo e alla rigenerazione urbana. Principi condivisibili espressi nel  primo articolo, che però – dichiara Sergio Lironi, Presidente Onorario di Legambiente Padova –  risultano contraddetti da molte norme contenute in quelli successivi. “Infatti le disposizioni relative al consumo di suolo non mettono in discussione le previsioni dei piani regolatori vigenti, nella quasi totalità dei casi vistosamente sovradimensionati rispetto al fabbisogno reale, mentre i provvedimenti riguardanti la “rigenerazione urbana” risultavano esclusivamente rivolti a favorire l’iniziativa dei privati con nuove premialità volumetriche in deroga alle previsioni di piano. Una proposta inaccettabile per un Veneto nel quale – secondo i dati forniti nel luglio 2016 dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale) – negli ultimi tre anni sono stati consumati circa 1.400 ettari di suolo, raggiungendo complessivamente il 12,2% della superficie territoriale contro un valore medio nazionale del 7,6%. E’ per questa ragione che Legambiente, nell’ambito del coordinamento UrbanMeta  ha cercato di emendare il progetto di legge Zaia presentando un insieme organico di emendamenti.”

Ma la II Commissione Consiliare, incaricata di redigere il testo definitivo, sta cassando i più importanti. In particolare l’ultima versione non rimette affatto in discussione le sovradimensionate previsioni edificatorie dei piani regolatori vigenti (PRG o Piani degli Interventi). E d’altra parte il comma 9 dell’art. 10 consente gli interventi previsti dallo strumento urbanistico generale ricadenti negli ambiti di urbanizzazione consolidata”; senza computarli quale consumo di suolo. Per capire la portata negativa di questo articolo va ricordato che molti comuni veneti hanno indicato come territorio ad “urbanizzazione consolidata” non solo le aree già edificate, ma anche la quasi totalità delle aree destinate alla trasformazione insediativa, ancora da lottizzare e spesso utilizzate a fini agricoli.

Ad esempio a Padova, secondo i dati forniti dalla Variante al Piano degli Interventi approvata a maggio 2016, tra le aree di urbanizzazione consolidata sono compresi 5.156.000 mq di zone di “perequazione integrata e ambientale”, che le stesse norme di piano descrivono come “… aree generalmente libere, già destinate a servizi urbani e di quartiere, al cui interno è prevista una completa trasformazione urbanistica”. Ricordiamo che a Padova PRG e Piano degli interventi, prevedono già di edificare oltre 4 milioni di mq.” conclude Lironi.

Legambiente si appella a cittadini, forze sociali e politiche perché esercitono sulla Regione forme di pressione per rendere la Legge un vero strumento contro il consumo di suolo. Legambiente inoltre partecipa a “Salva il Suolo”: un milione di firme per fermare il consumo e arginare il degrado del suolo: è l’obiettivo della ECI – Iniziativa dei Cittadini Europei People4soil, con l’obiettivo di ottenere un’efficace legislazione comunitaria per la tutela del suolo. FIRMA LA PETIZIONE SU www.salvailsuolo.it

Infine tra le proposte di emendamento delle associazioni vi erano inoltre: l’affermazione del principio della trasparenza amministrativa e della partecipazione dei cittadini alle scelte strategiche di rigenerazione urbana; una diversa definizione del “consumo di suolo”, che consentisse non solo di evitare nuove espansioni urbane in area agricola, ma anche di rimettere in discussione l’edificabilità dei residui spazi verdi interni al “tessuto urbano consolidato”; una rigorosa definizione di cosa si debba intendere per “Rigenerazione urbana”, favorendo i programmi d’intervento d’iniziativa pubblica sostenibili sia da un punto di vista ambientale che sociale; la definizione di politiche attive di sostegno alle attività agricole e per la salvaguardia del paesaggio rurale.