C’era una volta il G.R.A.

La bocciatura del bando di gara per il GRA da parte dell’Autority di vigilanza sugli appalti pubblici non è semplicemente un intoppo risolvibile in pochi mesi, come dice il Presidente della Provincia Vittorio Casarin. La bocciatura evidenzia molto di più: un conflitto di interessi grande come una casa sino dalla prima progettazione di questa opera, arricchitosi, passo dopo passo, di forzature procedurali volte ad escludere comunità locali e Comuni contrari o scettici.

Casarin è presidente della società autostradale PD-VE, vice presidente della BS-VR-VI-PD entrambe soci di maggioranza della società GRA spa che propone il project financing. Queste società sono state sino dall’inizio – prima della nascita della società GRA spa – i proponenti del progetto insieme alla Provincia, presente sia come soggetto pubblico, sia come socio delle stesse società. Come lo potremmo chiamare questo: conflitto di interessi?

Il Comune di Padova è nei CdA delle 2 società autostradali BS-PD e PD-VE e, insieme alla Provincia, sino alla vigilia del bando di concorso regionale oggi ritenuto viziato dall’Autority, socio della società GRA spa. Possiamo chiamare anche questo conflitto di interesse?

Solitari, abbiamo denunciato questo groviglio di interessi tra pubblico e privato sino dall’inizio, da quando la Provincia, con un “colpo di mano”, dichiarando il GRA in Legge Obiettivo, ha adottato una sorta di procedura semplificata che ha escluso, con l’approvazione del progetto preliminare e la successiva cessione dello stesso alla nuova società GRA spa, i Comuni padovani interessati dal processo decisorio, mandando nell’oblio ogni osservazione e critica espressa anche con atti amministrativi. Abbiamo dimostrato, con una faticosa ricerca presso il CIPE, che il GRA non è mai stato in Legge Obiettivo, che Casarin non ha detto tutta la verità su questo punto e che si doveva adottare una procedura ordinaria con piena partecipazione dei Comuni al processo decisorio.

In conclusione, la decisione dell’Autority dimostra che c’è del marcio in tutta questa vicenda; che sindaci e comunità locali debbono potere conoscere, tanto quanto la concorrente Condotte, quale progetto intende proporre alla Regione la società GRA; che si deve ritornare a discutere sulle osservazioni mosse dai Comuni e, illegittimamente, accantonate; che si deve ritornare a discutere sul progetto, sulla sua opportunità o meno, sulle possibili alternative viabilistiche, sulle priorità viabilistiche vere del territorio, se si vuole realmente procedere con trasparenza, chiarezza e partecipazione. Ma, soprattutto, si devono sciogliere i conflitti di interesse di Provincia e Comune di Padova in questa vicenda.

 

Paolo De Marchi, consigliere provinciale Verdi Padova