IN PRATO DELLA VALLE FANNO L’AUTOSILOS
Ma le statue muoiono per l’inquinamento

Ad oggi poco è cambiato, anzi sui basamenti ripuliti dopo la denuncia dell’11 agosto 2007 da parte di Legambiente e Amissi del Piovego stanno ricomparendo scritte in pennarello lasciate dei frequentatori del Prà.  Nessun intervento è stato operato sulle statue e 36 su 78 continuano ad essere vistosamente danneggiate: colpiti soprattutto gli arti superiori, con dita e mani polverizzate o, addirittura, avambracci troncati. E poi teste danneggiate, ali di putti o di angeli mozzate. Ma soprattutto: sono evidentissime le tracce di erosione e corrosione, depositi di croste nere e muffe su tutti i manufatti dell’Isola Memmia. Le iscrizioni sui basamenti, soprattutto quelle inferiori, stanno diventando illeggibili, mentre i tratti e le decorazioni di numerosissime stature si stanno via via polverizzando.

A rilanciare il grido d’allarme, come già fecero nel 2007 sono Legambiente e Amissi del Piovego, che per bocca dei loro portavoce, Lucio Passi ed Elio Franzin denunciarono il degrado. Ad opera di chi? “Certo a causa del passare del tempo ed anche per atti vandalici. Ma soprattutto per effetto degli agenti atmosferici enormemente potenziato da due fattori: l’inquinamento urbano e l’incuria, che stanno abbreviando la vita della pietra tenera di Vicenza (calcarea) da cui sono state ricavate le statue.”

In pratica il traffico ed il relativo inquinamento stanno distruggendo le statue. E la situazione si aggraverà ulteriormente con la realizzazione dell’autosilos previsto dal c.d. “progetto Crotti” – approvato martedì dal Consiglio Comunale – che con i sui 600 posti auto richiamerà ancor più traffico nell’area di Prato della Valle.

“Oggi, a fine mandato dell’attuale amministrazione non sembra che la situazione sia migliorata – affermano Franzin e Passi.-  Chiediamo al Sindaco e agli assessori competenti conoscere quale interventi siano stati approvati dalla Giunta dal Consiglio per restaurare e proteggere le 78 statue del Pra’ della Valle.

 I principali fenomeni di degrado rilevabili sulle statue sono di quattro tipi.

Erosione-corrosione

Si tratta dell’azione meccanica della pioggia legata al contemporaneo effetto di dissoluzione chimica del calcare aumentata dall’acidità dell’NO2 (biossido di azoto) della CO2 (anidride carbonica) e del SO2 (anidride solforosa), inquinanti presenti nell’aria di Padova. Si manifesta chiaramente sulle parti esposte delle statue con asportazione di materiale e rugosità superficiali.

Depositi di croste nere

Sono di diverso spessore e tonalità cromatiche, la cui colorazione nera è dovuta prevalentemente alla particelle carboniose -tipiche delle polveri sottili come il Pm10 – spesso associate a microcristalli di gesso, prodotti dai fenomeni d’erosione e corrosione prima descritti.

Esfoliazioni, scagliature, polverizzazioni

Questi danni sono associati tra loro essendo prevalentemente connesse agli effetti della dissoluzione ciclica del gesso prodottosi a causa dell’inquinamento atmosferico e dalle continue vibrazioni dovute al traffico.

Patine

Le patine biologiche sono dovute alla elevata porosità della pietra tenera e quindi al ristagno maggiore delle acque nelle statue. Si presentano sotto forma di aree ricoperte da colorazioni verdi.