INFLUENZA AVIARIA#st#LEGAMBIENTE: RIDURRE IL NUMERO DI UOVA PIU’ UTILE DEI VACCINI

Ridurre, da subito, almeno del 50 %, la quota di uova per la prossima produzione del pollame. Mettere in sicurezza gli allevamenti industriali. Promuovere politiche di controllo reale ed efficace sui sistemi di sicurezza sanitaria Sostenere da subito le aziende che scelgono processi di produzione di qualità incentrati sul rispetto dell’ambiente e del benessere animale.

Queste semplici regole, secondo Legambiente, sono forse più utili dei 50 milioni di Euro di antiviraliannunciati dal ministro alla Salute, Francesco Storace. “Il punto – spiega l’agronomo Guglielmo Donadello di Legambiente Padova – è un altro. Bisogna trovare un piano di risposta che veda la concertazione delle forze politiche sociali ed economiche sui metodi di allevamento. I modelli di allevamento attualmente praticati sono incapaci di controllare l’insorgere di questi virus”.

Ecco in sintesi come mettere in campo le misure proposte dall’associazione ambientalista.
-Riduzione del 50% della quote di uova per la prossima produzione del pollame da attuare fino a dicembre e prevederne addirittura il blocco nei mesi più pericolosi, da gennaio a marzo.
– Codificare il numero di animali per chilometro quadrato stabilendo, insieme alle regioni, le province e i comuni, un carico zootecnico distribuito a livello nazionale che rispetti regole di biosicurezza.
– Mettere in sicurezza gli allevamenti industriali varando un piano sanitario urgente che oltre all’etichettatura stabilisca regole certe per gli allevanti lasciati oggi alla gestione del “buon cuore” degli industriali del settore.
– Promuovere in sede nazionale e Comunitaria l’adozione di politiche di controllo reale ed efficace sui sistemi di sicurezza sanitaria e sociale applicati nei paesi terzi, da cui dipendiamo per le importazioni di materie prime o trasformati alimentari, esigendo l’omologazione dei sistemi verso l’alto per autorizzare l’interscambio di prodotti.
– Sostenere da subito con ammortizzatori sociali le aziende che scelgono strategie di riconversione produttiva adottando processi di qualità incentrati sul rispetto dell’ambiente e del benessere animale.

“È questa l’unica via – conclude Donadello – per debellare concretamente l’influenza aviaria ed impedirne nuove tornate nel futuro”.