LETTERA APERTA AL SINDACO ROSSI SULL’APPROVAZIONE DEL PAT – Piano per l’Assetto del Territorio del Comune di Padova

Lettera aperta al Sindaco Ivo Rossi in relazione all’approvazione del Piano di Assetto Territoriale del Comune di Padova, che verrà discussa venerdì 21 marzo 2014 in sede di Conferenza dei Servizi tra comune Provincia e Regione.

Egregio signor Sindaco,
preoccupati dei gravi danni che sta producendo nel nostro pianeta e anche nel nostro territorio, l’azione imprudente dell’uomo, che indifferente ai devastanti effetti prodotti dalla cementificazione, dall’uso di risorse finite come il suolo, dall’impermeabilizzazione sistematica dei terreni, continua nell’azione egoistica del raggiungimento del proprio immediato interesse senza volgere lo sguardo al futuro e ai propri simili, poichè la gestione del territorio è materia di competenza del Comune è a lei che ci rivolgiamo come massimo rappresentante di questa istituzione democratica.

L’occasione per dimostrare concretamente una inversione di tendenza rispetto ad un passato anche recente, che in nome di uno sviluppo insostenibile ha consumato aree naturali e agricole, ha trasformato aree urbane senza lasciare adeguati spazi al verde, ai parchi, alla socialità, è quella dell’approvazione del PAT (Piano di Assetto del Territorio).

In quella sede noi chiediamo che ci sia una profonda revisione dei volumi previsti e delle superfici impermeabilizzate, revisione giustificata dall’errata previsione del numero di abitanti insediabili (Padova nei 5 anni trascorsi dall’adozione del PAT ha perso oltre 3.000 abitanti), dagli allagamenti a cui intere aree della città sono soggette per mancanza di un adeguato assorbimento dell’acqua piovana (vedi Forcellini-Parco Iris) e dall’errato calcolo della SAU. I fenomeni di dissesto idrogeologico che si sono acutizzati in questi 5 anni non possono essere ignorati nel momento dell’approvazione dello strumento urbanistico (PAT) che determina per  i prossimi 10 anni il governo delle trasformazioni urbane.

Le osservazioni che dovrebbero essere a nostro avviso accolte riguardano anche le aree delle attività produttive dismesse, le aree militari e l’area dell’attuale ospedale che nel caso del suo spostamento (peraltro discutibile e del tutto inaccettabile se comportasse quote di finanziamento privato o il ricorso, anche limitato, allo strumento del project financing), dovrebbe diventare un grande Parco Urbano.

Nel caso in cui:
– la sua volontà fosse di respingere tutte le osservazioni presentate al PAT (scelta da noi non condivisa);
– non venisse presentato in tempi brevi un nuovo PI (Piano degli Interventi) che non comprenda le zone di perequazione nelle quali non siano ancora partiti i lavori, che ai sensi della Legge Regionale possono essere legittimamente modificate e quindi tanto più sospese nella loro attuazione;
– se nel frattempo venisse rilasciato qualche atto che possa compromettere in modo irreversibile azioni di tutela, come ad esempio l’approvazione in consiglio Comunale di nuove perimetrazioni delle zone di perequazione,
riteniamo che tutto ciò sarebbe la dimostrazione della volontà di perseguire una politica di devastazione del territorio, noncurante dell’interesse pubblico per una sostenibile rigenerazione urbana della nostra città.

Fiduciosi di un suo attento ascolto e confidando in una sollecita risposta, le porgiamo distinti saluti.

Don Albino Bizzotto

Luisa Calimani

Sergio Lironi

Titti Panajotti

Renzo Fontana

Gianni Sandon

Gianna Benucci

Guglielmo Monti

Giuliano Bastianello

Tiziano Tempesta

Lorenzo Fellin

Gianni Tamino

Alberto Andrian

Julain Adda

Michele Mazzucato – Portavoce associazioni area ambiente del Comune di Padova

Maurizio Ulliana – Amissi del Piovego

Andrea Ragona – Legambiente Padova

Stefano Pagnin  – circolo Wigwam “Il Presidio”

Ernesto Ginestri – Comitato Iris

Francesco Zanetti – Wwf Padova

Giorgia Valle – Biorekk

Coop i dodici mesi – Osteria Fuori Porta

Antonio Huaroto – Comitato vivere bene a San Bellino

Oddone Longo – AR/CO Architettura contemporanea

Franco Zecchinato – Cooperativa Agricola El Tamiso