L’idrovia Padova-mare è a costo zero!

Ma quanto costa fare l’idrovia? Ma ci sono i soldi? Chi la pagherà?
Queste sono le domande che, dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea Comunale di Padova della proposta alla Regione di legge per il completamento dell’idrovia che collegherà la nostra città all’Adriatico, mi sento fare sempre più spesso.

Nel mio ruolo di presidente dell’Ass. “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano” non posso evitare una risposta, come pure un’indicazione di metodo per i nostri amministratori.
Ho già avuto modo di riferire per iscritto nelle scorse settimane al vice-ministro ai Trasporti, l’ing.R. Castelli, e al governatore L. Zaia, che esiste il progetto di legge regionale n. 349 del 13 nov. 1993, che si intitola : “Partecipazione della Regione Veneto ad una s.p.a.per il completamento e la gestione del sistema idroviario”. In pratica si avanza l’idea che i soldi per finire l’opera vengano messi da privati, mentre la Regione porterebbe in dote i lavori e le spese già sostenute (gli espropri, gli scavi, i 13 ponti stradali e uno ferroviario, la terra che sarà di risulta ….. etc).

Al giorno d’oggi sarebbe un normale project financing, che garantirebbe non solo i capitali mancanti, ma anche la tempestività che occorre alle nostre Comunità per non subire un’altra alluvione, prima che da Roma arrivi il denaro necessario.

E’ evidente che l’intervento dei privati si ripaga solo se il canale è navigabile e se svolge funzioni che non sono limitate al trasporto merci, ma anche a tutte quelle attività che si svolgono sull’acqua: diporto, turismo, tempo libero, allestimenti per piccole imbarcazioni. L’esperienza dei canali olandesi va in questa direzione.

Tocca quindi al potere politico prendere decisioni in merito. Zaia dovrebbe oramai ben sapere che scegliere il canale significa, per ovvi motivi di spazio disponibile rispetto a quello espropriato decenni orsono, che la camionabile non è fisicamente affiancabile ad un canale da 400 mc/sec.
Il nostro Governatore dovrebbe anche essere ben conscio del fatto che non fare quella strada potrebbe fargli risparmiare circa 70 milioni di euro. Denaro che a suo tempo una Finanziaria del Governo Prodi aveva stanziato a favore “dell’asse intermodale” (vezzosa locuzione per dare un altro nome all’unico progetto infrastrutturale concepito e presentato in quegli anni, ovvero la camionabile).

Noi caldeggiamo un rapido intervento del Presidente Zaia, affinché nel suo ruolo di Commissario all’alluvione, lanci quanto prima il bando per lo studio di fattibilità dell’idrovia, così come del resto gli viene raccomandato anche dalla Provincia di Padova e dalla Commissione Reg. all’Assestamento di Bilancio.
Il fatto che il vice ministro Castelli si stia prodigando per rendere navigabile il Po, dovrebbe rassicurarlo sulla correttezza della linea politica leghista che gli suggeriamo. Se anche la Lega Lombarda si muove nella stessa direzione, cosa lo trattiene?
A nostro avviso, non solo l’idrovia è teoricamente completabile a un costo prossimo allo zero per le casse regionali, ma questa opzione permetterebbe a Zaia di risparmiare i 70 milioni già destinati alla camionale.

Non gli resta che scegliere rapidamente e nell’interesse pubblico.

Carlo Crotti, Presidente Ass.ne per la Salvaguardia
del Territorio Padovano e Veneziano