MOBILITA’: TROPPI INTERVENTI CONTRADDITTORI. APRIAMO IL DIBATTITO SUL PUMS E SULLE STRATEGIE E LE PRIORITÀ D’INVESTIMENTO.

L’organizzazione della mobilità urbana e territoriale è uno degli aspetti fondamentali per il futuro della nostra città e della salubrità dell’aria (sono 18 anni che Padova supera il limite di legge del Pm10). “Da mesi assistiamo ad un balletto di provvedimenti contraddittori – dichiara Sergio Lironi, Presidente Onorario di Legambiente: come sulla ZTL, o sul parcheggio alla Prandina o sui provvedimenti antismog… senza che sia chiaro in quale disegno siano inseriti. “E’ invece quasi assente – nota Lironi, – il dibattito pubblico su un possibile disegno strategico di medio e lungo periodo. Significativa è, da questo punto di vista, la scarsa attenzione prestata alla recente presentazione del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) esteso a tutta l’area metropolitana di Padova. Come Legambiente quanto prima trasmetteremo all’Amministrazione osservazioni puntuali ed integrative. Riteniamo però utile, da subito, accennare ad alcuni aspetti critici. Secondo i dati forniti dallo studio, gli spostamenti in città sarebbero oggi così ripartiti: 51% motorizzazione privata, 12% trasporto pubblico, 37% a piedi e in bicicletta (suddivisibili in un 16% per gli spostamenti a piedi ed un 21% per le bici). La proposta di Piano indica quale obiettivo per il 2030, il 40% per la motorizzazione privata, il 20% per il trasporto pubblico, il 40% per bici e spostamenti a piedi. E’ uno scenario timido, visto che alcune città europee stanno progettando la quasi totale eliminazione del traffico veicolare nelle aree centrali e pericentrali. Per gli spostamenti in ambito cittadino pensiamo sia possibile realisticamente proporre un più ambizioso traguardo. Ad esempio con il progetto di “Bicipolitana” si stima che la integrale realizzazione degli interventi proposti possa consentire di elevare al 30% la quota degli spostamenti relativi alle sole biciclette. Se a ciò si aggiunge la proposta, avanzata dallo stesso PUMS, di interventi diffusi di moderazione della velocità veicolare ed a favore della pedonalità (aree 30) appare realistico elevare ad almeno il 50% la quota complessiva degli spostamenti relativi a ciclisti e pedoni, riducendo al 30% la quota relativa alla motorizzazione privata.”

“Migliorabile – continua Lironi, ove venisse attivato almeno parte del sistema ferroviario metropolitano – appare anche l’obiettivo indicato al 2030 per gli spostamenti di area vasta: 50% motorizzazione privata, 20% trasporto pubblico, 30% bici e pedoni (attualmente 73%, 8%, 19%).

Quel che salta all’occhio, poi, è il lunghissimo elenco di opere relative alla grande viabilità: eccezion fatta per la linea tranviaria Sir 3, sono previsti 19 interventi nello “Scenario di riferimento” ed altri 19 interventi nello “Scenario di Piano”. Opere che, anche se non ancora quantificate, avranno certo costi astronomici, drenando, ancora una volta gli investimenti per la mobilità sostenibile.

Secondo Legambiente è necessario privilegiare opere di più immediata fattibilità e di minor costo, in grado di determinare in tempi brevi una radicale trasformazione di tutto il sistema della mobilità, ovvero le opere finalizzate alla moderazione del traffico (aree 30), la Bicipolitana e il  potenziamento del trasporto pubblico su gomma, al quale il PUMS dedica scarsa attenzione. Come pure sono deboli le proposte per una nuova politica della sosta. Da questo punto di vista è prioritaria la realizzazione dei parcheggi scambiatori  esterni alla città, previsti sì dal PUMS, ma in un futuro non meglio precisato. “L’aspetto più interessante di PUMS – conclude Lironi -risiede nella proposta di abbassare il limite di velocità a 30 km/h nella rete viaria all’interno della maglia definita dai collegamenti principali: sistema delle autostrade, tangenziali e radiali”.