divieto eccetto bici

PADOVA CAPITALE DELLA BICI?
Allora serve la ciclabilità diffusa in centro storico

“Inaccettabile la retromarcia dell’Assessore alla Mobilità secondo il quale un recente parere ministeriale impedirebbe a Padova di proseguire nella regolarizzazione del transito delle biciclette in entrambi i sensi di marcia lungo fondamentali arterie ciclabili del centro storico, come via San Francesco, via Barbarigo o via Santa Sofia.”

A sostenerlo è Sandro Ginestri, Coordinatore di Legambiente Padova, secondo il quale “il parere del Ministero infatti non modifica né in meglio né in peggio la normativa vigente che per quanto riguarda strade particolari come quelle del nostro centro storico permette di derogare alle regole standard senza fissare limiti minimi di larghezza della carreggiata. La riprova è che da anni ormai città come Ferrara, Reggio Emilia, Piacenza, Bolzano, Bologna, consentono il doppio senso di marcia per le biciclette in strade di dimensioni anche più limitate di quelle indicate dal parere ministeriale che secondo l’Assessore alla mobilità impedirebbe invece di applicare questa soluzione.

Tanto più che il Bici Masterplan di Padova, che prevede la ciclabilità diffusa in molte strade del centro, è stato approvato dal Consiglio Comunale e solo al Consiglio dovrebbe spettare un’eventuale decisone di modifica degli interventi previsti. Secondo la normativa vigente sono possibili, inoltre, addirittura soluzioni tecniche anche più incisive, come ad esempio l’ampliamento della zona pedonale con la possibilità di transito riservata ai ciclisti (ovviamente ai pedoni) e a mezzi a motore autorizzati.

Legambiente invita l’Assessore alla mobilità a guardare alle altre città virtuose perchè Padova, che egli indica addirittura come capitale della bicicletta, non può non sanare l’assurda contraddizione per cui, ad esempio, via San Francesco rimane ufficialmente una strada a senso unico nonostante ogni giorno venga percorsa da oltre 6.000 ciclisti in entrambi i sensi di marcia. Sbagliano ogni giorno migliaia di professionisti, casalinghe, studenti, bambini ed anziani che hanno conferito alla via il primato di strada con il più alto numero di spostamenti in bicicletta o sbaglia l’Amministrazione se intende rinunciare a riconoscere ai cittadini il sacrosanto diritto di muoversi in bicicletta in centro?

Che per altro è già oggi zona a Traffico Limitato con limite di velocità di 30 km/h e sopratutto è percorso molto più da pedoni e biciclette che da automobili. Centro storico che può è deve diventare una grande area a ciclabilità diffusa: basta sistemare un’apposita segnaletica nelle strade a senso unico e soprattutto far rispettare alle auto il limite già esistente di 30 km/h.