PERCHE’ TRASFORMARE P.LE BOSCHETTI IN AREA VERDE
Lettera aperta ai consiglieri: è un atto di riparazione urbanistica

ECCO PERCHE’ TRASFORMARE IN AREA VERDE PIAZZALE BOSCHETTI

Mercoledì pomeriggio all’ordine del giorno alla riunione congiunta delle Commissioni Consiliari V, II ed VIII vi è la proposta per il cambio di destinazione dell’area di piazzale Boschetti finalizzata a verde pubblico.

Legambiente scrive una lettera aperta ai 31 consiglieri impegnati nella discussione (scarica qui).

Sventato il pericolo che l’astronave di Kada atterrasse in piazzale Boschetti, ora sul piatto c’è la questione di cosa fare dell’area. “Da tempo Legambiente, Amissi del Piovego ed altre associazioni ambientaliste sostengono la necessità di trasformarla in area verde -ricorda Lucio Passi, portavoce di Legambiente Padova.

Innanzi tutto sgombriamo il campo dalla disinformazione: realizzare un’area verde non può essere considerato "danno erariale". Il verde attrezzato, soprattutto in una città soffocata dal cemento come Padova, è un bene comune il cui valore sta alla pari di qualsiasi altra opera pubblica, in particolare a Piazzale Boschetti dove il grande urbanista Piccinato lo aveva previsto. Una scelta questa confermata dal recente Piano di Assetto del Territorio (PAT), che ha previsto la formazione di un Parco delle Acque e delle Mura che non può non ricomprendere l’ansa del Piovego dove insiste Piazzale Boschetti. Lo conferma anche lo studio sul sistema del verde commissionato dal Comune di Padova all’architetto Roberto Gambino.

Sia Piccinato che Gambino individuano, ai fini della ricostruzione di un sistema integrato fiume-verde-mura urbane, la posizione strategica e quindi il ruolo essenziale della fascia di verde compresa tra le Porte Contarine ed il Roncajette, in quanto potenziale sistema connettore tra i residui spazi aperti della città densa ed il verde periurbano: un sistema in cui è essenziale il recupero ad area verde di piazzale Boschetti.

Il progetto di Gambino arriva a definire puntualmente gli indirizzi per la riconversione a verde pubblico dell’area di piazzale Boschetti, salvaguardando le palazzine novecentesche e disegnando un viale ciclopedonale di sponda dotato di alberature di alto fusto, di grande riconoscibilità visiva, dal quale «si distaccano in modo radiocentrico filari alberati di essenze diverse», tali da configurare spazi verdi diversamente attrezzati.

La restituzione del verde pubblico – conclude Passi – è quindi un atto di riparazione urbanistica, che ci si deve attendere da un Amministrazione che è stato delegata dai cittadini non a fare speculazioni immobiliari ma ad attuare lo sviluppo della città in modo sostenibile ed equilibrato.