Pericolo alluvioni: i soldi ci sono, la volontà politica no

“L’Idrovia Padova-Venezia, unica infrastruttura valida come scolmatore delle acque di piena, attende ancora il suo completamento. Nel frattempo la Giunta regionale ha presentato il proprio progetto di legge di costituzione dell’Agenzia regionale delle acque e per la difesa del suolo, iniziativa cui va il nostro plauso, che con soddisfazione vediamo espresso anche dall’ANCE Veneto, Associazione dei Costruttori Edili” – scrive Roberto Rovoletto presidente del Gizip.
“Non intendiamo creare il solito carrozzone burocratico”, ha precisato l’assessore regionale all’ambiente Giancarlo Conta. Ne prendiamo atto, ma ci chiediamo come egli intenda scongiurare il pericolo “carrozzone” se, accanto alla creazione dell’Agenzia, non si vorranno creare quelle grandi infrastrutture di difesa del suolo, di cui l’Idrovia Padova-Venezia è un esempio. Per non subire eventi catastrofici quali gli eventi veneziani cui abbiamo assistito (comunque irrisori rispetto a quelli che subiremmo al ripetersi degli eventi del 1966), è necessario infrastrutturare i nostri territori con impegni di spesa e di opere pari almeno alle spese e alle opere che si stanno realizzando relativamente alla viabilità. L’ostacolo non è economico. Per esempio (ma è solo l’ultimo fatto di cui ho notizia), attraverso il piano Operativo regionale (POR) per l’u tilizzo dei Fondi Europei 2007-2013 a sostegno dell’economia, presentato dalla nostra Giunta regionale e ufficialmente approvato il mese scorso dalla Commissione Europea, la nostra regione si ritroverà con 450 milioni di finanziamenti e investimenti per 1 miliardo messi a disposizione dall’UE. Di questi, 70 milioni serviranno per il finanziamento di “piani e misure per prevenire e gestire rischi naturali e tecnologici”.
Ribadisco che l’impegno economico per il completamento dell’idrovia può essere, se non annullato, quanto meno ridimensionato attraverso la vendita dei materiali che si ricaverebbero dallo scavo. L’ostacolo al completamento di questa infrastruttura e all’infrastrutturazione del nostro territorio in funzione della salvaguardia idraulica è soltanto politico. Dobbiamo dunque aspettare un altro 1966 per sederci attorno ad un tavolo e parlarne?”- conclude Rovoletto.
Carlo Crotti si rivolge direttamente al Consiglio Comunale padovano: “Il problema del completamento dell’idrovia Padova-Mare non è altro che l’applicazione della legge 16/2000. Trascurarla o destinare ad altro uso i terreni a lei riservati dagli espropri forzosi di qualche anno fa, vorrebbe dire, per quanto riguarda i consiglieri comunali, esporsi a tutti i rischi previsti dal DLGS 267/2000 (Testo Unico sull’ordinamento degli Enti Locali) in termini di responsabilità individuale. I Sigg. Consiglieri, della maggioranza come dell’opposizione, e gli Assessori d’ora in avanti rispondono con il loro patrimonio personale per gli atti pubblici che possano danneggiare o ostacolare il completamento di quell’opera idraulica. La violazione di una legge dello Stato non è coperta dalla giustificazione di aver compiuto una scelta politica. E’ un atto individuale, sanzionabile.”

a cura di Lorenzo Cabrelle