PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO INTERCOMUNALE (PATI)
Legambiente:”Potrebbe essere illegittimo”

"Il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI) dell´area metropolitana  non è passato attraverso la Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che, secondo la direttiva comunitaria  doveva prevedere una prima analisi ambientale da assoggettare a consultazione già nella fase di approvazione del Documento Preliminare del piano. Tale analisi ambientale non figura invece all´interno del Documento Preliminare del PATI, e ciò fa sorgere un dubbio sulla legittimità del procedimento attuato". A denunciarlo è Lorenzo Cabrelle, del Direttivo di Legambiente Padova. "Inoltre, il  Pati non affronta un problema strategico la pianificazione degli insediamenti per la residenza."

Il Pati dell´area metropolitana, costituita dalla città di Padova e dai 17 comuni della cintura urbana, è stato avviato con la sottoscrizione del protocollo d´intesa, tra Regione, Provincia ed i comuni interessati nel 2005. Il Piano riguarda le scelte strategiche riferite ai seguenti tematismi: sistema ambientale – difesa del suolo – servizi a scala sovracomunale – sistema relazionale, infrastrutturale e della mobilità – poli produttivi e fonti di energia rinnovabile. "Come già detto manca una questione strategica: la pianificazione degli insediamenti per la residenza. Ma aldilà di questa mancanza si tratta di un piano di estrema importanza, in quanto incide sullo sviluppo futuro dell´area metroplitana e, quindi, sulle future condizioni di vita dei suoi abitanti. È giusto, perciò, che i cittadini ed associazioni siano informati di quanto si sta progettando e che possano partecipare alle scelte della pianificazione del territorio. Questo è peraltro garantito dalla legge urbanistica regionale n. 11 del 2004 e dalla direttiva comunitaria n. 42 del 2001. Quest´ultima precisa che i cittadini devono potere esprimere il proprio parere sia sul piano, che sulla relativa Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che analizza gli effetti del Piano sull´ambiente. A tutt´oggi, dalla data di avvio del procedimento, si sono tenuti due soli incontri. Questa forma di concertazione del Piano, con due sole fasi assembleari, è risultata insufficiente a garantire una reale partecipazione. Bene farebbero – a questo punto – gli enti interessati a seguire la direttiva comunitaria, avviando nei singoli comuni, prima dell´adozione del PATI, un processo partecipativo sulla Valutazione Ambientale Strategica, con delle modalità di attuazione più efficaci di quelle finora adottate" conclude Cabrelle.