Quale progetto per San Gaetano? Prosegue il dibattito

Mancano pochi mesi all’ultimazione dei lavori di ristrutturazione dell’ex Tribunale di via Altinate. Opportuna e meritoria appare quindi l’iniziativa di Luca Luciani, che ha recentemente presentato una organica proposta di utilizzazione e gestione degli spazi, invitando forze sociali ed associazioni ad aprire un pubblico dibattito nel merito. Il complesso di San Gaetano, date le dimensioni e la felice localizzazione in pieno centro storico, può infatti a buon diritto aspirare a divenire uno dei più significativi centri di vita culturale della città ed è ben strano e preoccupante che un’analoga iniziativa non sia stata ufficialmente promossa dall’Amministrazione comunale e che poche voci isolate abbiano sino ad oggi affrontato il tema.
Rispondendo alla sollecitazione di Luciani – e in attesa di poter approfondire la questione non appena vi sia una più chiara esplicitazione dei propositi dell’Amministrazione comunale – mi siano consentite alcune sintetiche considerazioni preliminari.
– E’ certamente condivisibile l’idea di destinare gran parte degli spazi disponibili a biblioteca civica, emeroteca e mediateca, con sezioni specializzate per la fotografia, il teatro, la musica e gli audiovisivi, con postazioni multimediali, nonché con laboratori didattici per i bambini, Va però, a mio avviso, consistentemente ampliato lo spazio dedicato all’attivazione di laboratori creativi, agli incontri ed ai lavori di gruppo, finalizzati a fornire strumenti espressivi e comunicativi ed a favorire il confronto, la produzione culturale, la conoscenza e valorizzazione di quanto elaborato in ambito cittadino e provinciale.
– In aggiunta a quelle indicate, andrebbero previste apposite sezioni dedicate a temi di particolare importanza ed attualità, quali l’ecologia, l’ambiente, il patrimonio architettonico, storico e culturale di Padova e del suo territorio, le “altre culture” oggi presenti in città anche per effetto del crescente fenomeno migratorio.
– Di fondamentale importanza è aver previsto al piano terra l’inserimento di un “Urban Center”. In tutte le più significative esperienze europee ed italiane gli Urban Center non sono però delle banali vetrine illustrative dei principali progetti di trasformazione urbana promossi dall’Amministrazione, bensì anche centri di ascolto delle istanze e delle proposte dei cittadini, veri e propri laboratori di progettazione partecipata del futuro della città. Gli spazi dedicati devono quindi avere dimensioni adeguate ed essere attrezzati per consentire, oltre alla esposizione ed alla consultazione di tutta la documentazione relativa ai progetti ed ai programmi in fase di elaborazione e di esecuzione (studi preliminari, mappe, disegni, fotografie, testi, modelli in scala, video, animazioni tridimensionali, …), anche l’organizzazione di conferenze, momenti di incontro, workshop a cui far partecipare – con le metodologie di Agenda 21 – esperti di diverse discipline, operatori, amministratori, categorie economiche e sociali, associazioni culturali e ambientaliste, cittadini.
– La distribuzione delle diverse funzioni ed attività appare, nel progetto presentato, eccessivamente frammentata. Per ovviare a questo problema – in parte indotto dalla tipologia del fabbricato e dai vincoli posti al restauro dello stesso – si può immaginare di rendere pienamente usufruibile (con idonei impianti di riscaldamento) anche il chiostro interno, di cui già è prevista la copertura. In questo ampio spazio e negli ambienti che lo circondano potrebbero infatti trovare idonea localizzazione sia l’Urban Center (attrezzato anche per esposizioni temporanee o permanenti) che le mediateche specializzate, le sale di lettura ed i laboratori per bambini e ragazzi.
– E’ giusto affidare – come prevede la proposta di Luciani – competenze gestionali plurime ai diversi settori del comune; nel contempo ritengo però essenziale progettare anche la costituzione di un comitato unitario di gestione (comprendente anche partner esterni al Comune e le associazioni interessate) in grado di indirizzare e coordinare le politiche culturali, le iniziative e l’attività complessiva del nuovo centro.

Sergio Lironi – Presidente Legambiente Padova