Quale sviluppo urbanistico per la città?

Condivido la forte tensione contenuta nella lettera "temi perduti", documento che si pone l’obiettivo di voler migliorare le condizioni di vita in questa città e nella sua "virtuale" area metropolitana. Non seguo abbastanza le vicende comunali, a causa degli impegni esterni a Padova, per potermi esprimere su tutte le questioni poste nell’appello. Ma sul suo futuro urbanistico condivido pienamente l’apprensione, perché le operazioni che si compiono non sono reversibili.
Gli errori producono effetti sul tessuto urbano e sulla qualità della vita della gente, la riduzione di spazi verdi anche incolti, incide sulla sua salute, l’insufficiente dotazione di servizi, sulla socialità, la cultura, il tempo libero, la proliferazione di metri cubi, sul traffico. Non vedo una strategia illuminata, un’idea, un progetto urbano che esprima chiaro l’obiettivo che dovrebbe essere alla base di ogni trasformazione: l’interesse pubblico. Non percepisco la consapevolezza che la città è un bene comune. Gli affari dei privati, immobiliaristi e imprenditori sono la guida delle A.C. che mancano di una cultura urbana evoluta, che non sanno contrapporre alla teologia del mercato, un progetto sano di città, identificandosi con gli "ideali" degli speculatori. Vedo la mentalità del dopoguerra, degli anni ’60, quando l’importante era costruire. Come, dove, perché, per chi, sembra una questione secondaria. Prevale l’idea arretrata del fare, del costruire, indipendentemente dal soddisfacimento di bisogni reali.
E’ una questione profonda, direi di cultura civica, di consapevolezza del ruolo che i cittadini assegnano a chi li governa, affinché tutelino i loro interessi collettivi e sviluppino la città con illuminato senso civico per renderla più sana, più spaziosa, più verde, più bella. E’ un diritto che anche a Padova si può esigere.
Infine un’ultima chiosa. Sui temi della sicurezza e sopratutto della prostituzione sono d’accordo con le politiche praticate dall’Amministrazione Comunale. In particolare dal Sindaco sulle multe ai clienti. Io, nella proposta di legge presentata alla Camera le proposi in forma ovviamente diversa, come previsto anche dalla Legge svedese, ma lo spirito forse non era diverso.

Luisa Calimani