ROSSI FERMI IL CEMENTO, A PADOVA IL CONSUMO DI SUOLO PIÙ ALTO DEL VENETO

Non si ferma lo scontro sul consumo di suolo in vista della conferenza dei Servizi  per il nuovo Piano di Assetto Territoriale del Comune di Padova prevista per domani, venerdì 21 marzo. Alla richiesta di una profonda revisione dei volumi previsti dal PAT , sottoscritta da Don Albino Bizzotto, Legambiente e altre numerose personalità e associazioni cittadine, il Sindaco reggente Ivo Rossi ha risposto annunciando invece l’intenzione di ratificare il Piano, impegnandosi per il futuro a non aggiungere neppure un metro cubo in più rispetto a quanto è già previsto.

Ma sono proprio le previsioni di nuova espansione edilizia che  con l’approvazione del PAT sarebbero confermate ad essere fortemente criticate. “Con la sua approvazione – ricorda Lorenzo Cabrelle di Legambiente –  il Comune ratificherebbe la possibilità di costruire in città 2,6 milioni di metri cubi previsti dall’attuale Piano Regolatore mentre  altri 2 milioni resterebbero in attesa di un Piano degli Interventi che li localizzi sul territorio comunale.  Una cifra assolutamente spropositata, calcolata per far fronte a un aumento di popolazione stimato  in oltre 24.000 abitanti nel periodo 2010-2020, quando al contrario, dal 2010 ad oggi, c’è stata una decrescita che ha ridotto la popolazione di  4500 abitanti. Il Sindaco ora non può fare lo struzzo approvando un PAT macroscopicamente sbagliato nelle sue previsioni fatte 5 anni fa: sarebbe indice di mancanza di rispetto per i cittadini e per il territorio.

Nemmeno il congelamento della nuova volumetria introdotta dal PAT è sufficiente in quanto il piano resterebbe comunque sovradimensionato.  Dare attuazione, infatti, anche solo alla capacità residua del vecchio PRG significherebbe voler confermare la volontà di continuare nella cementificazione delle residue aree verdi ed agricole della città senza che ve ne sia una reale necessità. Nemmeno la giustificazione dell’esistenza di diritti privati insopprimibili ha pregio, in quanto la giurisprudenza ha più volte ribadito che il diritto edificatorio si concretizza solo in presenza di un permesso di costruire o di un piano attuativo approvato, com’è d’altronde ribadito anche dalla Leggere urbanistica Regionale .”

Non convincono Legambiente neppure i dati forniti da Rossi secondo cui Padova sarebbe uno dei comuni più virtuosi del Veneto, grazie ad un incremento del consumo di suolo registrato negli ultimi anni con percentuali ridottissime, come emergerebbe da un’indagine della Fondazione Pellicani di Venezia.

“Nell’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – sottolinea Sandro Ginestri, coordinatore dell’associazione – Padova risulta tra i comuni capoluogo del Veneto quello con la maggior percentuale di superficie costruita: il 43% del territorio comunale, contro il 30% di Vicenza il 25% di Treviso e Verona e il 10% di Venezia. Approvare il PAT senza correggere gli errori del passato renderebbe molto più difficile poter salvare dal cemento importanti aree verdi rimaste in città come il cuneo verde Iris, l’Isola di Terranegra, l’Isola di Torre o le aree verdi di via Pelosa solo per fare alcuni esempi. Rossi sia ragionevole e non comprometta la pianificazione urbanistica comunale con l’approvazione di un piano sbagliato.”