Salvate il Po

Un grande fiume, anzi “il” grande fiume, è ridotto in condizioni estreme, vittima della siccità. Una crisi idrica senza precedenti che sta mettendo in ginocchio l’intero ecosistema fluviale, colpendo gravemente le colture agricole della Pianura Padana. Ma che si ripercuote anche sul fronte energetico: se non verrà garantito il livello minimo per raffreddare le centrali termoelettriche della zona, questa estate si profila inesorabile la minaccia del black out. Eppure per fare fronte a questa nuova realtà, dopo che per decenni il Po aveva acqua in abbondanza per tutto e tutti, i rimedi ci sono come suggerisce il “Libro Bianco di Legambiente sull’Emergenza idrica in Italia”. Per esempio con sistemi di irrigazione che consentono di dimezzare le quantità necessarie per le coltivazioni, rivedendo i sistemi di tariffazione premiando gli utilizzatori più "risparmiosi", portando a regime un sistema di controlli e di sanzioni contro i prelievi illegali.
Ma i mali del fiume padano, non sono solo il riflesso dei cambiamenti climatici, sono anche il cemento che abbonda sulle sponde dei canali, le escavazioni illegali di ghiaia e sabbia dall’alveo, i troppi interventi di deviazione dei corsi d’acqua minori per la navigazione. Insomma, un quadro complesso quello del Po che La Nuova Ecologia cerca di mettere a fuoco con il contributo di alcuni esperti.
Un anno di Palazzo Chigi e Romano Prodi prende carta e penna e affida al mensile di Legambiente le proprie riflessioni sul futuro energetico del nostro Paese. Un’analisi dei passi fin qui compiuti dal governo, con le misure in Finanziaria in tema di risparmio energetico e fonti rinnovabili, e degli obiettivi che occorre perseguire contemplando la tutela dell’ambiente, non tra i costi, ma tra i fattori di sviluppo, ricorrendo alle nuove tecnologie e impostando un modello di crescita e benessere basato su nuovi stili di vita. A “giudicare” il premier, oltre al presidente di Legambiente Roberto Della Seta, che lo promuove con riserva, anche le pagelle di autorevoli esponenti della società civile.
Per la sezione Culture, c’è l’intervista a George Monbiot, editorialista del Guardian e autore di “Calore” (edito in Italia da Longanesi) che definisce la stabilità climatica un problema morale. Perché secondo l’ambientalista inglese, che da decenni documenta i danni all’ecosistema e alle popolazioni più povere, tutti gli studi scientifici ed economici sui cambiamenti del clima, incluso l’ormai famosissimo Rapporto Stern, sono carta straccia. Perché come si fa, si chiede, a dare un valore economico alla distruzione degli ecosistemi, alle migrazioni, alla morte?
Il Dossier si occupa invece di agricoltura di qualità, insieme a Mario Capanna, di coltivazioni biologiche, campo in cui l’Italia è all’avanguardia rispetto al resto dell’Europa, ma anche della persistenza dell’uso dei pesticidi nelle produzioni agroalimentari. E fa il punto sulla situazione parlandone con il ministro Paolo De Castro.
Infine, i lettori de La Nuova Ecologia sono chiamati a votare l’ambientalista dell’anno, il concorso lanciato per premiare uno dei quindici nomi che, tra volti noti e meno noti, sono stati selezionati tra quanti si sono distinti nella salvaguardia del territorio e nella promozione dei temi ambientali.

La Nuova Ecologia può essere acquistata nelle librerie Feltrinelli e on-line nell’edicola virtuale sul sito www.lanuovaecologia.it al costo di 4 euro (spese di spedizione comprese). Viene inoltre distribuita in abbonamento postale ai soci di Legambiente e agli abbonati (abbonamenti@lanuovaecologia.it, 0645430942).