Sfmr: la metro regionale su un binario morto

Sfmr, il Sistema ferroviario metropolitano regionale, è il vero «brutto anatroccolo» fra le grandi opere del Triveneto. Vede la luce nel piano regionale dei trasporti nel lontanissimo 1990. Rifacimento delle stazioni, soprattutto quelle più piccole, eliminazione dei passaggi a livello, ammodernamento delle linee, acquisto di nuovi treni, cadenzamento degli orari ad elevata frequenza, ogni 15 o 30 minuti (…)

La chiusura dei lavori della prima fase, che comprende il triangolo Venezia-Padova-Treviso, era prevista per il 2008. Ma ad oggi il servizio è molto lontano dall’entrare in funzione. «Agli incontri in Regione ci ripetono che l’85% delle opere della prima fase sono complete, alcune anche da anni – spiega Ilario Simonaggio, segretario della Filt Cgil del Veneto – Manca qualche sottopasso, qualche stazione o piazzale di scambio per le auto, ma il grosso è fatto. Il problema è che la Regione non ha un soldo: nel 2011 sono stati tagliati anche gli ultimi 10 milioni che erano stati stanziati per il Sfmr. I soldi per gli investimenti nelle ferrovie non ci sono. E il rischio è che, quando entrerà in funzione, bisognerà spendere altri soldi per rimodernare alcune stazioni che sono pronte dal 2004, e nel frattempo restano inutilizzate».

Nel dicembre 2010 è arrivata la firma dell’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso sull’acquisto da parte della Regione di 22 nuovi treni Stadler e Ansaldo, tramite la società pubblica Sistemi Territoriali. «Tra sedici mesi cominceranno ad entrare in servizio i  nuovi treni» ha detto Chisso. In pratica saranno, ottimisticamente, sulle rotaie nell’aprile del 2012. «Il rischio è però che i nuovi treni vadano a sostituire i treni vetusti – avverte Simonaggio – anziché potenziare l’offerta delle corse».

I soldi, oggi, non ci sono. Di certo, quando c’erano, l’investimento non è stato considerato prioritario, e i lavori sono andati per le lunghe. Altro che i ritmi «cinesi» messi in campo per il Passante di Mestre. Nel frattempo il povero Sfmr langue stancamente sul fondo dei programmi politici e dei dibattiti giornalistici. Sarà il nome impronunciabile e poco trendy, ma non sembra che politici e imprenditori veneti, pronti a farsi in quattro per nuove supestrade e autostrade, abbiano voglia di lottare per un servizio che promette di migliorare di molto la vita dei cittadini (…)

La strategia della giunta Zaia per i treni è uguale a quella della precedente giunta Galan: multare Trenitalia. Ogni primavera, puntuale come un orologio, l’assessore Chisso annuncia l’entità della multa intascata dalla Regione come rimborso per il mancato rispetto del contratto di servizio che regola la gestione delle ferrovie venete. 1,7 milioni di euro, nel 2011, devoluti direttamente per gli sconti agli abbonamenti per i pendolari. Negli ultimi sette anni le multe ammontano a 12 milioni di euro, un bel tesoretto. Con il quale la giunta veneta si fa paladina dei pendolari vittime dei disagi, ma si guarda bene dal reinvestirli (…)
Solo che le multe e le minacce non fanno andare più veloci i treni. E le sanzioni, in un modo o nell’altro, alla fine le pagano gli stessi utenti.

Giulio Todescan – Carta estnord.it