VARIANTE URBANSTICA:COMUNQUE VADA A FINIRE…#st#LEGAMBIENTE: PADOVA HA DIMOSTRATO DI VOLER DISCUTERE E DECIDERE DEL SUO FUTURO.

Mentre scriviamo non sappiamo come voterà il Consiglio Comunale a proposito della variante urbanistica.
Comunque sia andata vogliamo però sottolineare una cosa importante: in questa città si è ripreso a riparlare di urbanistica. E scusate se è poco. L’ultima volta risale agli anni ’70, quando fu l’ordine degli Architetti in prima persona a coinvolgere i cittadini su una variante al PRG di allora.
    Legambiente, tutti lo sanno, era partita chiedendo il ritiro della Roccoboni: apprezza e non sottovaluta la sforbiciatura operata dalla giunta di centro sinistra, ma non lo reputa sufficiente.   D’altra parte qualcuno si è infastidito molto quando già  all’indomani delle elezioni ponemmo il problema. Ma se non l’avessimo fatto, prima a luglio, poi ancora a settembre e in tutto questo periodo, di quella variante, e di quanto comporta per la città, se ne sarebbe parlato assai poco.
    Almeno così le forze politiche hanno dovuto esprimersi, i CDQ, seppur in tempi minimi, a ragionarci sopra, mentre decine di associazione sono state coinvolte e hanno detto la loro.
    Certo, non nei tempi e nei modi che le vere modalità partecipative avrebbero richiesto, anche perchè la prima regola della partecipazione dovrebbe essere quelle di fornire una corretta e completa informazione su tutti i termini delle questioni  da affrontare al fine di consentire a tutti di dir la propria con sufficiente cognizione di causa. Insomma un tema apparentemente ostico e per addetti ai lavori è stato al centro della riflessione di molti in questi giorni. E’ importantissimo: una parte di Padova sia è interrogata sul suo futuro, su come vuole essere nei prossimi anni, su quanto verde o cemento voglia avere.
    Chiusa, nel male o nel bene, a seconda dei punti di vista, la vicenda variante, resta sul campo una importante novità: in città c’è voglia di discutere su questi temi, e di condividere i percorsi decisionali che portano agli atti amministrativi. E le occasioni di parlare di urbanistica certo non mancano, a partire dal destino dell’area di Piazza Boschetti, al futuro della mobilità, al disegno di una città ecologica e policentrica che unifichi in un unico organismo l’insieme dei comuni che già oggi, per mille aspetti, interagiscono con il capoluogo e ne condividono le problematiche ambientali ed insediative.
    La maggioranza di centro sinistra non perda l’occasione di rispondere a questa domanda: aspettiamo al più preso le nuove regole della partecipazione promesse in campagna elettorale, per cui oggi c’è anche un assessorato.