VARIANTE#st#LEGAMBIENTE: OGGI MARIANI HA FRETTA MA DAL 30 LUGLIO ALL’8 OTTOBRE HA SEMPRE INSABBIATO QUALSIASI INIZIATIVA

Uno dei motivi che l’Assessore all’Urbanistica ha addotto per giustificare la necessità di far approvare dal Consiglio Comunale la sua variante a quella Riccoboni, è la fretta rispetto alla scadenze regionali.

Ma i tempi per una maggiore e ampia discussione ci sarebbero stato se solo l’Assessore avesse voluto.

Il 30 luglio scorso, dopo la reiterate richieste di Legambiente all’Amministrazione di metter mano alla Riccoboni ,si era giunti ad un accordo, che prevedeva da parte degli uffici urbanistici la predisposizione di 7 propose di revisione su cui aprire il confronto con quartieri e associazioni.

Nel comunicato congiunto del 30 luglio tra l’Amministrazione comunale, rappresentata dagli Assessori all’Urbanistica Luigi Mariani e Legambiente Padova si leggeva “Richiamato l’impegno programmatico del centro sinistra di “ridurre drasticamente od eliminare l’edificabilità nel territorio”, si è concordato che l’obbiettivo urbanistico da perseguire sia quello di salvaguardare quel che resta dei “cunei verdi”, riducendovi drasticamente l’edificabilità, e di organizzare un sistema di  parchi, giardini, aree agricole e corridoi naturalistici collegato al sistema delle acque. ..Le aree urbane esaminate in dettaglio, oltre a quella del Basso Isonzo, sono quelle di Brentelle, Terranegra, Forcellini, Mortise, Guizza e Comino. Con un percorso di progettazione tecnica partecipata che dovrà coinvolgere, oltre alla Commissione Urbanistica del Consiglio Comunale, anche i Consigli di Quartiere e le associazioni ambientaliste e del terzo settore in generale, si provvederà alla stesura di piani guida (necessari per consentire – anche ai non tecnici – di valutare le potenzialità effettive dei dispositivi urbanistici adottati) e degli eventuali provvedimenti di modifica.” Fin qui l’accordo del 30 luglio. C’era tutto il tempo per gli uffici di Mariani di predisporre i piani guida e di sottoporli a discussione. Così non è stato, e Mariani si è ridotto, e solo dopo reiterate richieste di Legambiente, a riaprire la discussione  il 24 settembre, per poi finalmente dare i suo numeri solo il 8 ottobre, quando evidentemente nessun percorso realmente partecipato nei quartieri e nella città poteva più avvenire.