Finalmente chiuso il ghetto di via Anelli

“Dopo anni di chiacchiere, nonostante i ripetuti tentativi di boicottaggio dei proprietari degli appartamenti, i tentativi di sgambetto della giunta regionale di centrodestra, le minacce e le provocazione degli spacciatori che si sono visti smantellare la base principale nella città, si è finalmente arrivati alla chiusura del ghetto di via Anelli": sono le parole di Paolo Michelini di Rifondazione Comunista. “Un percorso duro, difficile che ha imposto un impegno di risorse umane ed economiche importante. Un risultato che molti non si aspettavano o non avrebbero voluto vedere realizzato.
Un risultato che porta inequivocabile il segno di una impostazione politica che ha saputo unire competenza, efficacia , passione politica e dedizione al bene comune. Un risultato ottenuto nel pieno rispetto delle persone e delle famiglie costrette, loro malgrado, a vivere in via Anelli che mostra come sia possibile combattere il degrado urbano con politiche attente alla tutela dei diritti di tutte e di tutti nel rigoroso rispetto della costituzione repubblicana e delle leggi che ne derivano. Un risultato, ed è giusto ricordarlo, che è anche il frutto dell’impegno e delle mobilitazioni di tante associazioni che si sono battute contro le campagne xenofobe e razziste che in questi anni hanno usato il degrado prodotto dalla speculazione via Anelli per rovesciarlo contro gli immigrati.
“Dopo le polemiche della scorsa estate legate al famigerato muro si è giunti al passaggio decisivo per lo smantellamento del ghetto” – ricordano CGIL CISL e Uil e Associazione dei Migranti – “e va dato atto all’Amministrazione Comunale di aver tenuto fede, con tenacia e coerenza, agli impegni che erano stati assunti. Si volta pagina, dunque, certo resta aperta la discussione sul futuro dell’area ed andranno cercate soluzioni adeguate ed opportunamente condivise, ma siamo innanzi ad un passaggio di fase da sottolineare e, anche, da valorizzare Noi reputiamo che il positivo epilogo per via Anelli sia un ulteriore tappa verso la costruzione di una società che sappia coniugare il rispetto delle regole con una cultura di integrazione ed accoglienza. Da questo punto di vista vi è un filo conduttore che unisce la chiusura del complesso Serenissima con altre positive vicende. Ci riferiamo, ad esempio, al protocollo d’intesa, recentemente firmato presso la prefettura di Padova, tra i rappresentanti del Comune, della Provincia, della Camera di commercio di Padova, dell’Università, della Questura, dell’Associazione Migranti onlus, della Direzione provinciale del lavoro e delle Poste italiane, per l’implementazione e l’armonizzazione della rete di collaborazione fra enti in materia di immigrazione.
Tutto ciò è la riprova che un clima positivo di collaborazione tra istituzioni e parti sociali consente di costruire le condizioni migliori per il governo di un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione con l’obiettivo di rimuovere tutti gli ostacoli che si frappongono ad una serena convivenza con coloro che provengono da paesi diversi dal nostro. Padova ha tutte le caratteristiche e le potenzialità per essere sempre più un positivo laboratorio di buone pratiche circa le politiche per l’immigrazione, un modello da valorizzare e, se possibile, esportare”.
Importante anche il giudizio e le richieste avanzate da Marco Benati, segretario della Fillea-Cgil di Padova:
“Di fronte a questo importante successo avanziamo le seguenti riflessioni e proposte per dare continuità a questo positivo percorso.
1. La chiusura del ghetto di via Anelli non significa il superamento delle difficoltà di integrazione che i lavoratori migranti vivono costantemente nella nostra Città e Regione. Via Anelli è stato l’esempio più degradato della mancanza di adeguate politiche della casa e accesso al mercato degli affitti per i lavoratori migranti, (problema che vale anche per molti italiani) nonché della mancanza di politiche di integrazione sociale. Per questi motivi stiamo assistendo, e così sarà in futuro, alla “ghettizzazione”, pur con intensità diverse, di altre aree della città. Per superare a monte le motivazioni di fondo della ghettizzazione dei lavoratori migranti nonché di fasce povere della nostra società, è necessario superare i limiti posti oggi alla “cittadinanza attiva e uguale”, a partire dal riconoscimento del permesso di soggiorno per chi lavora, il superamento del “contratto di soggiorno” con l’abrogazione della legge Bossi-Fini, il riconoscimento del diritto di voto per t utti, il diritto sociale alla casa per tutte le fasce di reddito.
2. La riqualificazione di via Anelli deve vedere da subito l’impegno di tutte le forze politiche e sociali della nostra città: lasciare correre il tempo, magari sotto diverse spinte speculative, come già abbiamo clamorosamente assistito in passato sempre nella zona Est di Padova, è pericoloso. Noi chiediamo che ci sia un progetto di riqualificazione urbana di qualità che risolva le contraddizioni che hanno generato via Anelli: mancanza del diritto all’abitazione, mancanza di rispetto di chi già abitava nella zona, mancanza di responsabilità e capacità politica a pianificare l’urbanizzazione sostenibile. Per questo riteniamo che, in linea con quanto proposto negli ultimi anni dalla Fillea CGIL, sia necessario riappropriarci della qualità nel costruire.
Un tale progetto dovrà avere queste caratteristiche: essere prevalentemente residenziale e con una percentuale adeguata di edilizia residenziale popolare; prevedere un intervento edilizio di qualità ambientale, e di risparmio energetico da realizzarsi in particolare attraverso tecniche e materiali di bioedilizia; garantire programmazione urbanistica partecipata da parte dei cittadini, in particolare dei residenti che molto stanno ancora subendo a causa del degrado dovuto allo spaccio della droga. Per questo riteniamo che nessuno oggi possa sottrarsi dalla responsabilità di partecipare alla riqualificazione dell’area di via Anelli. Le amministrazioni locali, le forze imprenditoriali, le forze sociali della nostra città hanno oggi una grande occasione per realizzare la riqualificazione urbana di qualità di questa importante e simbolica area di Padova.