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Donne e rappresentanza

La manifestazione di Milano del 14 gennaio ha mostrato con tutta evidenza la maturità e la consapevolezza delle donne nel rifiutare ingerenze e ricatti. Siamo convinte che non è più tempo di chiedere, ma ormai è tempo di esigere. Il 9 aprile (nonostante Berlusconi) andremo a votare. Se i partiti preparano le liste al maschile, non votiamoli più. E’ una proposta che dovrebbe essere presa in considerazione da tutte le donne stufe si essere mal rappresentate ed esasperate dalla pressione moralistica e paternalistica praticata da gran parte dei nostri rappresentanti politici. Abbiamo un Parlamento in cui i maschi rappresentano il 90,2% della totalità: le donne alla Camera sono 64, al Senato 24, numeri ridicoli. Ma basta guardare al Consiglio regionale dove il centro sinistra non ha nemmeno una rappresentante donna. Una situazione che esprime una patologia del potere, una debolezza della democrazia, uno spreco di risorse. Le donne sono pronte per la politica, ma esiste un blocco del gruppo dirigente che viene pagato non solo dalle donne, ma anche dai giovani che non riescono a farsi avanti. Il potere logora chi non ce l’ha, è la celebre frase di un gerontocrate: sarebbe ora di smetterla. Abbiamo una sola arma, il voto. Usiamola con consapevolezza contro chi non vuole mettere in pratica la Costituzione e continua a praticare la discriminazione. Donatella Gasperi

Un appello per le politiche urbanistiche

L'appello è maturato nell'ambito del dibattito sviluppatosi nel Forum di Agenda 21, coordinata dall'Assessore all'ambiente Francesco Bicciato, che ha garantito un approfondito confronto tra organizzazioni sociali ed economiche e alcuni consulenti urbanistici incaricati dal Comune di Padova: forse una delle poche esperienze di partecipazione reali (cioè sistematica e approfondita) realmente svoltesi in città. Naturalmente l'appello è condivso solo dalle associazioni firmatarie.

Domenica ecologica ok, ma il resto?

Sono una scelta giusta, per Legambiente, le domeniche ecologiche programmate a Padova, la prima delle quali sarà domenica prossima, 29 gennaio. E’ ancora troppo, però, poco a fronte dell'inquinamento da Pm10 che perdura da anni e che, non si finirà mai di dirlo abbstanza, genera e aggrava malattie respiratorie, bronco polmonari, cardicircolatorie, provocando migliaia di ricoveri e centinaia di vittime ogni anno solo nella nostra regione. Governo, regioni ed anche molti comuni tendono a fare sempre meno, sperando che nella gente cresca una sorta di assuefazione al problema. Alle reticenze di molti sindaci nell’intervenire con provvedimenti coraggiosi si aggiunge la latitanza di Matteoli e Co. Le città restano nella morsa dei veleni mentre manca ogni strategia coordinata: non vengono nemmeno adottate le misure più semplici come per esempio l’omologazione per i filtri antiparticolato per i diesel. Solo provvedimenti tampone e a macchia di leopardo: Milano preferisce abbassare i caloriferi invece delle targhe alterne, Como prova a incentivare il mezzo pubblico offrendo ai cittadini corse gratuite, Livorno firma un protocollo d’intesa con la Regione Toscana, Roma adotta le targhe alterne per un giorno la settimana e così via. Ma il punto è che nessuna misura adottata è in grado di far uscire comuni, province e regioni dall’emergenza, e il governo non sembra avere fretta. Neanche quando le Regioni, come nel caso della Lombardia, sono pronte a sborsare milioni di Euro, in questo caso ben 150. Non è certo così per la Regione Veneto, che stanzia sol o gli spiccioli, e ha prodotto una legge antismog che oltre ad essere impresentabile non fa nemmeno rispettare. Così la maggioranza dei Comuni veneti fa poco o nulla. Anche a Padova, comune decisamente virtuoso nella lotta al Pm10, sembra iniziare ad essere vittima di questa forma di assuefazione: la giunta vede aumentare il numero di trasgressori alle targhe alterne ogni settimana senza far nulla. Non si crede nelle targhe alterne? Benissimo, si organizzi un piano per fermare fuori dalla città i city user, fornendo loro parchecci scambiatori e trasporto pubblico. Noi abbiamo proposto il "read pricing" per attuare tale piano. Qualcuno ne vuole discutere? Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli e al ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, chiedendo la messa al bando progressiva dei motori diesel non dotati di efficaci filtri anti-particolato. E proponendo misure quadro di limitazione permanente della circolazione privata e per il sostegno al mezzo pubblico e alla mobilità sostenibile, senza dimenticare la drammatica situazione del trasporto su ferro e, nello specifico, dei pendolari. Lucio Passi, Coordinatore Legambiente Padova

Urbanistica – Appello per uno sviluppo sostenibile
11 associazioni scrivono a Sindaco e al Presidente della Provincia

Acs – La Zattera urbana, Amici della bicicletta, Amissi del Piovego, Aprile,  Associazione per la salvaguardia idraulica del territorio padovano, CGIL, Comitato difesa Colli Euganei, La Biolca, Legambiente, Rete degli architetti e urbanisti “Città Amica”, WWF  hanno inoltrato al Sindaco di Padova e al Presidente della Provincia un appello (TESTO completo clicca qui) che chiede una svolta nelle politiche urbanistiche.

succede in città

Sinergie territoriali: seminario di Legambiente su Parchi, agricoltura e prodotti tipici. Il futuro dell'agricoltura e del territorio italiano passa per l'agricoltura? e quale agricoltura?

Vivi con stile

Legambiente si è messa a fare la bacchettona e ora rompe le scatole a tutti proponendo un "suo" stile di vita? No, per niente. Anche perché gli "stili di vita" sono già oggi tanti e in futuro saranno ancora di più. Anzi, ci occupiamo degli stili di vita proprio perché non ci è data abbastanza libertà di scelta, non ci sono fornite abbastanza informazioni per decidere, non sono disponibili facilmente beni di consumo e servizi adeguati per vivere in case più accoglienti, uffici e luoghi di lavoro più sani, strade più sicure, ambienti naturali meno inquinati.

Il Parco Colli Euganei sta morendo

Il Consiglio del Parco è attualmente composto dai membri indicati dai rispettivi Consigli Comunali dei 15 Comuni che fanno parte dell'area Parco, da 5 Consiglieri Provinciali nominati dal Consiglio Provinciale e da altri 3 indicati dal Consiglio Regionale. In tutto, oltre 50 consiglieri eletti in cui si riservava sempre una rappresentanza anche alle minoranze.