Gli alberi sono un bene comune, evidentemente molto caro alla nostra cittadinanza e Padova ha assolutamente bisogno di regole chiare che mettano nero su bianco i criteri, anche tecnici, della gestione del patrimonio arboreo della città.
La Conservation Agriculture (“Agricoltura di conservazione”) è un approccio innovativo che negli ultimi dieci anni ha conosciuto una rapida diffusione nel mondo, a partire da un nucleo di paesi latino-americani (Brasile, Paraguay,Argentina) che per primi lo hanno applicato in modo sperimentale. Esso si basa su una scommessa radicale: coltivare la terra rinunciando per sempre all’aratro ed utilizzando la bio-diversità dei suoli come fattore chiave per aumentarne la produttività e controllare l’erosione.
Troppo spesso i Comuni hanno invocato la mancanza di rilevamenti in sito per giustificare un sostanziale immobilismo nella lotta alle polveri sottili. Complice la Regione Veneto che non si assume responsabilità, non fornisce risorse ma nemmeno indicazioni chiare e vincolanti (nonostante l’ARPAV, sulla base di svariate campagne di monitoraggio correlate a modelli statistici, dichiari che tutta la pianura veneta sia omogeneamente inquinata al di sopra i limiti di legge). Risultato: i provvedimenti reali di limitazioni del traffico sono assunti solo in piccole porzioni della Regione (sono presi sul serio solo a Padova e cintura oltre che a Mestre) e mancano piani strutturali di medio periodo.
Trasparenza, comunicazione e certezza delle regolePeriodicamente si ripropone a Padova lo scontro tra Istituzioni e cittadini sulla gestione del verde. Da un lato l’amministrazione dichiara che il verde aumenta non solo in quantità ma anche in qualità, dall’altro i singoli si organizzano in comitati lamentando drastici abbattimenti di alberi. E’ possibile che stiano parlando della stessa città?
Una quota dei ricavi serve per un trasporto pubblico di qualità. Ecco cosa fare con i soldi che mancano da anni.La città deve essere viva e sostenibile. Per questo Assortenti, Federconsumatori, Legambiente e FILT-CGIL sostengono la politica dei varchi elettronici perché induce a dei cambiamenti virtuosi negli stili di vita dei padovani: alcuni abbandoneranno l’auto, le strade saranno meno congestionate, premessa necessaria per un trasporto pubblico più fluido e regolare. Bene quindi ha fatto Ivo Rossi ad investire 132.000 euro in comunicazione sulla ZTL perché l’obiettivo è quello di educare al cambiamento.
Amissi del Piovego e Legambiente invitano all'incontro pubblico Padova capitale della speculazione immobiliare? Il prezzo del suolo come taglia sul profittoconversazione con il professor G. Gattei dell'Università di Bologna, noto studioso della rendita immobiliare; sabato 4 febbraio 2006, ore 16.00, sala L. Gasparini in Via San Massimo 137 (bastione del Portello vecchio, Golena San Massimo), entrata da via Orus.
Siamo dentro una questione ambientale che è strettamente legata alla qualità della vita, nostra e delle generazioni future. Lo sviluppo che l’attuale cultura persegue è caratterizzato da squilibri e contraddizioni che si manifestano in particolare nell’ambiente urbano.
Legambiente Padova la scorsa settimana ha presentato una richiesta alla Provincia di Padova ed un esposto alla Procura della Repubblica di Padova, rispettivamente per l'annullamento di alcuni atti amministrativi redatti dal Comune di Torreglia e per la verifica di eventuali illeciti amministrativi a tutti i livelli istituzionali da parte della magistratura.