Tagged as: urbanistica

Canestrini: il verde venduto alla speculazione

In cinque anni l’ampia area racchiusa tra il Parco Iris, il Canale Scaricatore, le vie Canestrini e Forcellini, che il Piano Regolatore Generale destinava a verde pubblico, quindi a un servizio utile per tutta la collettività, è stata via via aggredita dalle scelte urbanistiche comunali. E dei circa 240.000 mq. iniziali rimarrà non un parco, non un’area naturale, ma una striscia di verde stretta tra edifici e parcheggi.

Davvero si vuole interrare l’idrovia?

Un recente convegno su “Il ruolo dell’idrovia Padova-Mare nella sicurezza idraulica del territorio padovano e veneziano, tenutosi presso l’Università di Padova, ha portato alle seguenti, non univoche, conclusioni: se da un lato vi è la massima condivisione sulla rilevanza dell’opera ai fini della riduzione del rischio idraulico che grava sul nostro territorio, dall’altro vi sono valutazioni discordanti sull’attualità dell’idrovia ai fini del trasporto delle merci.

Colli: il Parco delle lottizzazioni

Fin troppo facile ironizzare sulla scelta di uno stimato, efficiente funzionario di Polizia a nuovo direttore del Parco dei Colli Euganei quando il programma del nuovo Esecutivo, presentato in occasione del suo insediamento, è tutto incentrato sull’obiettivo di aprire una “nuova era” dove il Parco non sia più visto come un “gendarme inflessibile e sordo”.

Ricordando Antonio Cederna

Ciao Lironi, venerdi 15, alle 18.30, alla libreria Draghi di Padova, Mauro Baioni ed io presenteremo il libro "Mussolini urbanista" di Antonio Cederna, della nuova casa editrice veneziana Corte del fontego.Vorrei chiedermi: "Che cosa avrebbe scritto oggi Cederna a proposito di Padova?"

Le mura non sono un monumento di serie b

Parlare della questione del Parco delle mura a Padova e dell’opportunità o meno di istituire un’Opera delle mura sull’esempio di Lucca, significa inoltrarsi in una tematica molto complessa e ampia che sconfina dall’ambito strettamente storico-culturale e comprende la visione dell’intera città.

URBANISTICA SELVAGGIA
Legambiente denuncia i primi danni dell’approvazione definitiva della variante urbanistica di Mariani

Non ha limiti la passione  per il cemento della Giunta Zanonato. Ieri l´assessore all´Urbanistica Luigi Mariani ha concesso altri 50 mila metri quadri di centri commerciali a Padova Est, vicino all´Ikea. "Evidentemente sono ormai lontani i tempi dell´inaugurazione del colosso svedese in cui tutto il centro sinistra definiva sbagliato lottizzare in quell´area" sbotta Lucio Passi, coordinatore di Legambiente.

La perequazione urbanistica alla prova dei fatti

La perequazione urbanistica alla prova dei fatti Quando l’attuale Giunta Comunale approvò, ad inizio mandato, la Variante di PRG ai Servizi (una vera e propria Variante Generale al Piano Regolatore), per giustificare i milioni di metri cubi di nuova cementificazione previsti nei residui cunei verdi e spazi liberi della città, assessori e tecnici dell’amministrazione sostennero che i nuovi meccanismi della “perequazione urbanistica” introdotti dalla Variante avrebbero assicurato – quale contropartita delle nuove volumetrie edificabili concesse ai privati – nuovi importanti servizi urbani e spazi verdi non altrimenti realizzabili per carenza di fondi di bilancio.

L’assessore Mariani scrive ancora

Il mio commento all’intervento “La madre di tutte le colate” (Ecopolis n. 82 del 19 ottobre 2006) è stato pubblicato sul n° 84 (2 novembre 2006), facendolo peraltro precedere da una nota che richiede una ulteriore precisazione.

Il diritto non impone di compensare i vincoli

Molti sono gli interrogativi che in termini di vincoli urbanistici vorremmo chiarire. Ad esempio: i vincoli posti, secondo il diritto italiano, dagli strumenti urbanistici decadono dopo un certo periodo di tempo? Se un Comune volesse tutelare un’area di pregio non ancora acquisita, deve scendere a patti con il proprietario concedendogli una quota di edificabilità, anche altrove? Il proprietario fondiario cui il piano regolatore ha attribuito una certa edificabilità, può pretendere un indenizzo dal Comune che ne ha modificato la destinazione d’uso, eliminando o riducendo fortemente l’edificabilità? Ed inoltre è necessario per “ragioni di diritto” compensare il proprietario la cui area non sia più edificabile come inizialmente previsto?